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Tariffa oraria

Quanto farsi pagare · all'ora e al giorno

I tuoi dati

Quanto vuoi che ti resti in tasca, dopo tasse e contributi.
Quanto se ne va tra imposte e previdenza. Forfettario ≈ 25–35%, ordinario più alto.
30%
Attrezzatura, software, commercialista, assicurazioni, marketing, trasporti.
Non tutti i giorni lavorati si fatturano: c'è amministrazione, preventivi, ricerca clienti.
3
6
Ferie, malattia, festività, formazione. In media 6–10 settimane.
7
La tua tariffa oraria minima
€ 0/ora
€ 0 al giorno
Fatturato lordo necessario€ 0
— di cui tasse e contributi€ 0
— di cui spese di lavoro€ 0
= Netto per te€ 0
Ore fatturabili all'anno0 h
Tariffa giornaliera€ 0
Muovi i valori a sinistra: il calcolo si aggiorna in tempo reale. Questa è la tariffa minima per coprire tutto e raggiungere il netto che hai indicato — sotto questa cifra, ci rimetti.

Come si calcola la tariffa oraria da freelance

L'errore più comune di chi inizia è fissare la tariffa "guardando gli altri" o dividendo lo stipendio da dipendente per le ore. Il problema è che da freelance non tutte le ore si fatturano e devi coprire da solo tasse, contributi, attrezzatura e periodi senza lavoro. La tariffa giusta si costruisce al contrario: parti da quanto vuoi guadagnare netto e risali.

1. Parti dal netto che vuoi in tasca

Decidi quanto vuoi guadagnare davvero in un anno, al netto di tutto. È il tuo obiettivo di reddito personale, non il fatturato.

2. Aggiungi tasse, contributi e spese

Sul netto vanno "ricaricate" le imposte e la previdenza (la percentuale varia molto: il regime forfettario è più leggero, quello ordinario più pesante) e tutte le spese per lavorare: software, hardware, commercialista, assicurazione, marketing, spostamenti. La somma è il fatturato lordo che devi generare.

3. Dividi per le ore che fatturi davvero

Qui sta il punto chiave. Un anno teorico ha circa 2080 ore lavorative, ma un freelance ne fattura molte meno: tra ferie, festività, malattia, formazione, preventivi non pagati, contabilità e ricerca clienti, restano tipicamente 1000–1400 ore fatturabili. Dividere il fatturato lordo per queste ore reali — non per le 2080 teoriche — dà la tariffa oraria sostenibile.

Perché la tua tariffa sembra "alta" (ma non lo è)

Quando vedi il risultato può sorprenderti: "devo chiedere così tanto all'ora?". Sì, perché quella cifra non è il tuo stipendio orario — dentro ci sono le tasse che pagherai, l'attrezzatura che si consuma, i mesi più scarichi e il tempo non fatturabile. Un dipendente costa all'azienda molto più del suo netto orario: da freelance quel "molto più" lo gestisci tu.

Domande frequenti

Questa tariffa include l'IVA?

No. Il calcolo ragiona sull'imponibile (il tuo compenso). L'IVA, quando dovuta, si aggiunge in fattura ed è un importo che incassi e poi versi allo Stato: non è tuo guadagno. In regime forfettario, inoltre, l'IVA non si applica.

Vale anche se sono in regime forfettario?

Sì. Ti basta impostare l'aliquota "tasse + contributi" più bassa (indicativamente 25–35% a seconda di coefficiente, INPS e imposta sostitutiva). Per un calcolo preciso di imposte e netto puoi usare il calcolatore forfettario dedicato.

Devo far pagare tutti allo stesso prezzo?

Questa è la tua base minima. Sopra ci costruisci il prezzo reale in base a valore, urgenza, cliente e tipo di progetto. Ma scendere sotto questa soglia significa lavorare in perdita, spesso senza accorgersene.

Perché contano le ferie e la malattia?

Perché da freelance quei giorni non li paga nessuno. Se in un anno stai fermo 7 settimane, le tue ore fatturabili calano e la tariffa deve salire per compensare: il calcolatore lo fa automaticamente.